L'Altro Sport 1979 - Fermo

notes.pngHo ricevuto da Fabrizio Luciani questa lettera che vi invito a leggere.

Vi prego di leggere tutto attentamente, di diffonderlo e di farne l’uso che volete. Anche la denuncia della gestione clientelare, miope e sprecona dello Sport, da parte di questa amministrazione, può unirsi a tutte le altre.
Saluti
Fabrizio



Sono Fabrizio Luciani, Presidente e fondatore dell’Altro Sport, società sportiva che svolge la propria attività a Fermo da quasi 30 anni, essendo nata nel 1979.


Siamo stati sempre molto riservati, senza mai dare alcuna pubblicità e risonanza alla nostra esperienza, ma oggi, crediamo sia giunto il momento di far conoscere a più gente possibile, la nostra storia, le nostre caratteristiche, l’emarginazione e l’esclusione subita da anni da parte del Comune di Fermo, la nostra personale favola, ed infine le nostre, crediamo, giuste e legittime aspirazioni, per poter proseguire nella nostra attività.



LA STORIA
Dal 1979 al Settembre 1992 la nostra società è stata affiliata all’ente di
di promozione sportiva UISP, disputando il campionato Amatori di Calcio, e
e alla Federazione Italiana Pallavolo per il campionato femminile serie D.
Sempre nell’ambito della pallavolo, ha disputato per anni Campionati amato-
riali, giungendo anche ad una finale Nazionale. Lasciata la pallavolo, dopo
aver vinto il campionato femminile di Serie D, svolge a partire dal 1992
ininterrottamente l’attività federale di Calcio a 5, affiancata per 7 anni dal
Campionato Amatori, sempre FIGC.



LE CARATTERISTICHE
1)L’Altro Sport non è uno Sponsor, ma un modo che diverso di intendere e praticare lo Sport. Innanzitutto uno Sport veramente per tutti. Sin dalla nostra nascita, il nostro movimento è stato aperto a chiunque, donne, anziani, ragazzi in difficoltà, extracomunitari…E poi naturalmente i tanti “meno bravi”, che venivano precocemente scartati dalle altre società, a cui abbiamo dato la gioia dello spogliatoio ed una possibilità di riscatto. Ne sono passati migliaia.
2) Il finanziamento. Tutti i tesserati, dirigenti e simpatizzanti, tramite una modesta quota personale, finanziano i costi della nostra attività. Non abbiamo mai avuto sponsor, sia per poter godere di una completa ed incondizionata libertà, ed essere sempre padroni di noi stessi, sia per non avere niente a che fare con cose del tipo, prendo uno e dichiaro di aver ricevuto dieci. Puri al cento per cento. E nel tempo è maturata si l’idea di uno “Sponsor”, ma alla “rovescia”. Siamo noi ad aiutare associazioni nel cui lavoro crediamo, quali “Medici senza frontiere”-“Emergency”-“Un ponte per….”- “Mondo equo e solidale”_Salaam ragazzi dell’olivo”. Nelle nostre tute e nelle nostre borse appaiono i loghi di queste attività. Ed in questo crediamo veramente di essere abbastanza unici.
3) C’è stato e seguita ad esserci un maniacale rispetto delle regole, degli arbitri, degli avversari, e delle strutture predisposte all’organizzazione del nostro divertimento. Abbiamo vinto innumerevoli volte la Coppa Disciplina, con una media di circa una ogni due anni.

IL COMUNE DI FERMO ED IL CALCIO A 5
Dal 1992, la nostra attività sportiva si è basata quasi esclusivamente nel Calcio a 5. Uno sport continuamente in ascesa, non tanto come immagine, sponsor, stipendi (dove il calcio a 11 la fa ancora da padrone) , ma come aumento vertiginoso dei suoi partecipanti(Atleti, società, squadre..)
E’ uno sport che si sta completamente differenziando dal Calcio a 11, e che per le sue caratteristiche è molto più vicino alla pallacanestro. Si gioca soprattutto nelle palestre e nei palazzetti, con superfici di gomma o parquet.
Ora mentre in tutti i paesi limitrofi, come P.S.Giorgio, P.S.Elpidio, S.Elpidio A Mare, Montegranaro, Monteurano, Torre S:Patrizio…, in ogni palestra orbitano sei-sette società, che sono soprattutto di Calcio a 5, in quelle del comune di Fermo, dove questo Sport è ostinatamente e pregiudizialmente negato, abbiamo, il più delle volte, per gli sport di squadra, una sola società. E dire che gli spazi sono enormi : ben nove palestre (comprese le due gemelle del Montani, dove si potrebbero convogliare tutti gli sport che hanno bisogno di poco spazio), ed escludendo i palloni di Rione Murato, della Firmum, del Crocefisso…..
Ma quante società praticanti sport di squadra orbitano in quelle nove palestre? Sembrerebbe incredibile, ma la risposte è tre, due di pallacanestro ed una di pallavolo. Quest’ultima è padrona di tutti gli spazi extrascolastici di tre palestre, più altre due part-time. Esiste in italia una società che ha a disposizione gli stessi spazi?
Una sorta di “Pallavolizzazione” forzata, che si inserisce nella politica miope, clientelare, ingiusta, non democratica e non trasparente, del Comune Fermo, in cui l’importante è costruire, non importa come e perché, senza alcuna razionalizzazione, progettualità e lungimiranza, per cui strutture come quelle di Rione Murato, Firmum e Crocefisso, fatte con soldi pubblici, sono diventate private già prima di essere completate.
La conclusione di tutto ciò, è una povertà sportiva per gli sport di squadra indoor veramente avvilente per una città che si appresta ad essere provincia. Per ritornare ai paesi limitrofi, sempre in riferimento agli sport di squadra indoor, si esprimono in termini sia di qualità che di quantità eccezionalmente superiori, pur disponendo di meno di un terzo delle strutture nel Comune di Fermo. Valga per tutti l’esempio di Montegranaro, con due palestre, quella di San Liborio e quella della Scuola Media, dove svolgono la loro attività ben 10 società circa, e che società! Nel Calcio a 5 una in serie B, due in C1,una in serie D. Nella pallacanestro, per citare soltanto quelle più in alto : una in serie A, una in C1, una in D, e poi naturalmente, in entrambi gli sport, il relativo e vasto settore giovanile. E poi la pallavolo. E Porto San Giorgio, che oltre alla tradizionale vivacità nella pallacanestro, è la patria del calcio a 5, con una squadra in serie A e diverse in serie C.
Ma tornando a quel “Muro di gomma” rappresentato dall’ufficio alla sport del comune di Fermo, dove sono rimbalzato in maniera veramente umiliante per decine e decine di volte, dopo tanti tentativi per ottenere qualche ora nelle palestre, preso atto di questa “pallavolizzazione della città”, di questa sorta di pensiero unico di negazione del Calcio a 5 come Sport avente gli stessi diritti degli altri, siamo ritornati al freddo, all’umidità, alla polvere e alle abrasioni dell’erba sintetica dei tanti circoli di tennis, con tariffe orarie circa 15-20 volte superiori a quanto paga la pallavolo. Basta fare un piccolo raffronto : nei campi da tennis le tariffe orarie per le società vanno dai trenta ai quaranta euro, nelle palestre (ad esclusione del CONI), le tariffe orarie per la pallavolo vanno da 1,5 Euro a 2 Euro.
Credo che qualsiasi persona faccia fatica a credere che possa esistere un’ingiustizia del genere, per di più nei confronti di una società con quasi trenta anni di pratica dello Sport, con la esse veramente maiuscola, ma è la documentata verità.
Ritornando alle nostre vicissitudini, dopo alcuni anni di palloni, vuoi per motivi igienici, (è più salutare all’aperto), vuoi per quelli economici, da circa tre, giochiamo e ci alleniamo a Caldarette Ete, all’aperto, con la pioggia, l’umidità del fiume, e con temperature spesso vicine allo zero.
Per terminare il discorso, quest’anno dopo tre domande e tre altrettanti rifiuti, in quanto tutti gli orari richiesti erano sempre occupati dalla società di Pallavolo, ritenendo impossibile che una società, per quanti tesserati abbia, possa pienamente e veramente utilizzare quasi 4 palestre, siamo andati a verificare. Abbiamo tralasciato la palestra di Capodarco, troppo lontana, e quelle utilizzate part-time e ci siamo concentrati su quella grande dell’Istituto e quella “L.Da Vinci-Ungaretti”. In quest’ultima abbiamo notato che in più sere la palestra già alle 21,15-21,30 era libera. Abbiamo inoltre notato che i ragazzi grandi della pallavolo prediligono come riscaldamento grandi partite di calcio, con la rete di pallavolo appesa, con rischi per la loro incolumità e per quella delle strutture.
All’Istituto, anche qui la palestra si libera in un orario tale, che avrebbe tranquillamente permesso anche a noi di poterci allenare. Inoltre il Martedì, dopo averla trovata più volte libera ed una volta occupata dai ragazzi della scherma che tranquillamente svolgevano la loro piacevolissima partita di calcetto, abbiamo chiamato l’assessore allo Sport, che il Martedì dopo è venuto, e trovando la palestra vuota, ci ha chiesto di dargli qualche giorno di tempo per trovare una soluzione ai nostri problemi. Eravamo prima di Natale, stiamo ancora aspettando.

LA FAVOLA
Si, abbiamo vissuto e stiamo vivendo una favola stile “Cenerentola”, a cui non abbiamo dato, vista la nostra decennale pudicizia e modestia, la forse giusta e dovuta pubblicità. Dopo aver giocato per due anni nella squadra juniores, un nostro tesserato è stato convocato nella nazionale Under 18 a Coverciano prima e nella Nazionale Under 21 a Norcia poi. Dalla serie D alla Nazionale, dal cemento di Caldarette Ete a Coverciano. Una cosa splendida per noi, per il ragazzo e per tutta la divisione Calcio a 5 Regionale.
Una gioia tanto più grande, in quanto avvenuta in questa particolare situazione di emarginazione e di umiliazione che stiamo vivendo da tanti anni, da parte dell’amministrazione Comunale Fermana. Ed allora, se penso a quelle palestre calde, grandi, vuote, e al nostro nebbioso e freddo cemento, non può che balzarmi alla mente il ritornello di De Andrè “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

IL FUTURO
Abbiamo ampliato la nostra dirigenza, ed oltre alla Serie D, inizieremo un’attività giovanile per bambini a partire dalla prima Media.Ne abbiamo già una quarantina, scalpitanti ed impazienti di iniziare il Calcio a 5.
E’ evidente come nel caso dei più piccoli, non sia più possibile utilizzare Caldarette Ete, da qui la necessità e l’urgenza di una palestra

CONCLUSIONE
Queste righe andranno agli amministratori provinciali, alla stampa, ai responsabili sportivi, in modo che piĂą gente possibile sappia di questa nostra storia.
Essa può essere utile sotto diversi aspetti, suggerire un modo diverso di interpretare lo Sport, inculcare in tutti i giovani il dovere e la necessità di sognare, ed il nostro ragazzo alla Nazionale e in serie A, rappresenta la prova che il sogno qualche volta si trasforma in realtà, denunciare un’ enorme ingiustizia, e dare uno squarcio di verità sulle strutture sportive del Comune di Fermo, e sul loro utilizzo, e fare, una volta per tutte, piazza pulita di quelle stupidaggini come “ci sono poche strutture”, “ci sono troppe squadre”.
Forse questo racconto-denuncia lo tiriamo fuori con un po’ di ritardo, ma crediamo che una storia, quando valga la pena di essere raccontata, non ha tempistica, e poi, svaniti gli echi degli Europei, è forse proprio il momento giusto per catturare l’ attenzione e stimolare la riflessione.
Pubblicato Giovedi 17 Luglio 2008 - 22:55 (letto 260 volte)
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